Rappresenta un comodo punto di partenza per scampagnate sul lago di Posta Fibreno, una delle oasi naturalistiche più interessanti e suggestive dell'intera penisola, ricca di pregiate specie ittiche e caratterizzata da un'isoletta galleggiante che si sposta sullo specchio d'acqua a seconda della direzione del vento, offrendo rifugio ad anfibi e uccelli palustri.
Diverse manifestazioni contribuiscono a richiamare sul posto visitatori: il mese di agosto è animato dagli eventi compresi nel calendario dell'Estate vicalvese" e dalla festa di San Francesco (1-2 agosto) mentre la prima domenica di ottobre si festeggia la Madonna del Rosario.
La festa del Patrono San Bernardino si celebra il 20maggio.
Cenni Storici su Vicalvi
Dal copioso materiale archeologico riportato alla luce si deduce che conobbe la presenza dell'uomo fin dal paleolitico; in seguito fu sede di un insediamento fortificato volsco, della cui massiccia cinta muraria ancora oggi sono visibili i resti.
Nel Medioevo rimase sotto il dominio longobardo fino all'856, divenendo anche sede di gastaldato; successivamente fu assegnata ai conti dei Marsi e fu poi inserita nei possedimenti dell'abbazia di Montecassìno; seguì poi le vicende storiche della vicina Alvito e del ducato di Sora, conoscendo la signoria dei D'Aquino e dei Cantelmo.
Situato in posizione strategica tra la valle di Comino e il Sorano, venne più volte assalita ma raramente fu conquistata: ci riuscì nel 1435 Riccio di Montechiaro.
Dopo l'abolizione dei diritti feudali entrò a far parte del regno borbonico, di cui seguì le sorti fino all'unità d'Italia.
Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale subì pesanti danni in seguito all'occupazione tedesca e ai bombardamenti degli alleati.
Il toponimo, citato nel Catalogus Baronum (1150-1168), è un composto di VICUS, 'gruppo di case prossimo alla città', 'quartiere cittadino', 'via', e dall'aggettivo ALBUS, 'bianco', che nella forma ALBIUS costituisce nome di persona.
Il patrimonio storico-architettonico locale annovera l'imponente castello, risalente al XII secolo e protetto da mura altissime, la chiesa dedicata a San Giovanni Evangelista e il convento di San Francesco; della triplice cerchia di mura che proteggeva l'abitato rimangono solo pochi ruderi.