A pochi chilometri da Veroli si trova l'ABBAZIA DI CASAMARI, gioiello dell'arte cistercense nel Lazio ed importante centro religioso.
"Cronaca del Cartario di Casamari ", cronaca del XIII sec. Trascritta nel 1490 dal monaco Gian Giacomo dell'Uva, racconta che le origini della vita monastica risalgono all'anno mille. In quel tempo, alcuni pii ecclesiastici verolani giunsero presso le rovine dell'antica città romana di Cereatae Marianae e vi fondarono una nuova comunità religiosa che aderì alla regola benedettina. Intorno al 1140 ai benedettini subentrarono i Cistercensi, ordine riformato, fondato, da S. Roberto di Molesme a Citeaux, in Francia, nel 1098 e diffuso in Europa da S. Bernardo di Chiaravalle, abate di Clairvaux dal 1115.
Tale ordine costruì le proprie abbazie secondo un modello che si era andato codificando durante gli anni di vita di S. Bernardo caratterizzato dal massimo della razionalità espressa da un nuovo stile architettonico adottato per ogni tipo di edificio, sia esso religioso che abitativo o destinato al lavoro. I Cistercensi agirono come fattore di innovazione e di progresso all'interno della società medievale, sia dal punto di vista economico che tecnologico.
Nell'abbazia erano ammessi pure i laici, detti conversi, che aiutavano nei lavori e ricevevano un'educazione religiosa. L'attuale chiesa abbaziale fu costruita tra il 1204 ed il 1217. La facciata presenta un portico a tre arcate ed un rosone di alabastro; l'interno è a tre navate scandite dai pilastri composti che sorreggono le volte a crociera; le uniche decorazioni sono le sculture dei capitelli; l'altare è protetto dal baldacchino marmoreo donato ai monaci da Papa Clemente XI nel 1711; dietro l'altare il coro ligneo realizzato dai De Donatis, artigiani di Sora nel 1954. Al centro del coro la consolle dell'organo, realizzato dalla famiglia Mascioni di Cuvio (Varese); esso presenta una curiosità: le sue 1525 canne non sono visibili perché sistemate in una camera organaria ricavata, nel 1940, all'angolo sinistro formato dall'abside e dal transetto. Il suono si diffonde nella chiesa attraverso due monofore.
Dalle porte ai lati della navata destra si accede al chiostro a pianta quadrata; si notino le colonnine binate tutte diverse tra loro ed il curatissimo giardino.
Dal chiostro si accede alla Sala Capitolare luogo in cui i monaci si riuniscono per leggere un capitolo della Regola di S. Benedetto o per prendere importanti decisioni. Sulle vetrate sono raffigurati: al centro S. Benedetto, a sinistra S. Roberto di Molesme e a destra S. Bernardo di Chiaravalle. Al centro della Sala quattro pilastri a fascio sorreggono le volte a crociera.
Sul lato nord del chiostro, il refettorio. L'abbazia conserva pure un'antica biblioteca, un museo archeologico, una pinacoteca e la farmacia.
Nelle immediate vicinanze potete ammirare i resti di un acquedotto e di un ponte romano.
Alle porte dell'Abbazia troviamo un ampio parcheggio ...