Visitiamo il caratteristico Borgo Storico di Veroli,
Tra le numerose manifestazioni culturali, religiose e folcloristiche che fanno da complemento alle bellezze artistiche e paesaggistiche -assai apprezzata da escursionisti e amanti della natura è la verde località di Prato di Campoli- figurano: la mostra internazionale dedicata alla lavorazione artistica del ferro battuto (ogni due anni, tra giugno e luglio); la mostra dell'antiquariato (quarta domenica di ogni mese); la "pantasema" (settembre), che segna la fine dell'estate; la sagra della "ciammella" (prima domenica di settembre), specialità a base di pasta di pane intrecciata; la festa di Santa Francesca Romana (domenica più vicina al 9 marzo), con la sagra delle crespelle; la festa della Madonna dell'Olivella (domenica successiva alla Pasqua), in occasione della quale si gareggia per accendere il falò più grande.
La Patrona Santa Maria Salome viene festeggiata il 25 maggio.
Veroli sorge su un rilievo dei monti Ernici, allungato in direzione NS. L'origine del paese è antichissima, infatti gli Ernici, una delle etnie laziali, popolarono questi monti intorno al XII secolo a.C. e fondarono l'antica Verulae in posizione strategica, su un'altura tra la valle del Sacco e quella del Liri. Dell'antico centro ernico rimane un consistente tratto delle mura poligonali, con sovrapposizioni romane e medievali. Più tardi anche Veroli, come tutti i paesi del Latium Novum, cade sotto l'orbita romana con il foedus Cassianum. Alleatasi con Roma durante la guerra sociale, acquista con la municipalità un certo grado di autonomia amministrativa.
Testimonianza del periodo dell'alleanza con Roma sono i fasti verulani (I sec. d.C.), un particolare calendario romano, che è visibile presso il cortile di casa Reali. Vi sono indicati solo i primi tre
mesi dell'anno, dei quali fa conoscere la ripartizione del mese, i giorni fasti, i nefasti, quelli parzialmente favorevoli e quelli idonei alla convocazione dei comizi.
Dal IV secolo si può accertare una stabile presenza di una forte comunità cristiana.
Nel IX secolo, durante le invasioni dei saraceni, emerge il ruolo politico-militare di Veroli, situata su una direttrice importante e nell'877 la città subisce un saccheggio da parte degli stessi saraceni.
Nel frattempo, precisamente nel 743, Veroli era divenuta sede vescovile, entrando così in rapporto di dipendenza ancora una volta con l'urbe, stavolta in quanto sede del potere temporale dei papi.
La lotta contro Federico II di Svevia testimonia il legame di fedeltà alla chiesa. Proprio per questo il trasferimento del papato ad Avignone porterà alla crisi politica di Veroli. Le scorrerie normanne costituiscono un nuovo periodo di sconvolgimento, ma una volta stabilizzata la situazione, emergerà del tutto il ruolo della città, strategicamente favorevole al papato, di interposizione fra il sud, ormai normanno, ed il nord germanico.
Nel 1350 la vita della cittadina viene sconvolta da un terremoto che produce notevoli danni urbani.
Centro di una fiorente tradizione notarile fin dal Medioevo, nel Rinascimento primeggia per studi umanistici, con le figure di Giovanni Sulpizio e Aonio Paleario.
Nel XVI secolo le truppe spagnole, alleate dei Colonna, la conquistano, contrastando i pontifici di Paolo IV. Nel corso del '500 viene sottoposta al governo dei cardinali, tra cui il card. Quinones. Ancora tra '700 e '800 i legami con la chiesa si fanno pesantemente sentire:
un gruppo di borghesi e nobili illuminati, che avevano aderito alla repubblica romana giacobina, vengono trucidati dalla popolazione in rivolta.
Il nucleo storico di Veroli ha tre parti distinte: nella parte superiore, il quartiere di S. Leucio si estende, a forma di spina di pesce, verso N, fino alla rocca omonima; la parte mediana si svolge intorno alla piazza centrale, costituendo un borgo ricco di palazzi nobiliari edificati intorno alla cattedrale di S. Andrea; e infine, in basso, è il rione S. Croce, che discende con vie in forte pendenza.
La cattedrale, duecentesca, fu costruita sopra il tempio principale dell'antica Verulae. Costituiva, anzi, l'ampliamento di un edificio paleocristiano fino a formare una basilica con tre navate e un transetto, l'abside e la cripta.
La biblioteca giovardiana, fondata nel 1773, che offre al lettore oltre 18.000 volumi, prevalentemente di carattere religioso, ma non disdegnando opere letterarie, storiche e scientifiche.
Il Museo delle Erbe, che conserva una raccolta di circa 850 piante, delle 1250 presenti sui Monti Ernici, sia spontanee che coltivate, di interesse medicinale; oltre a queste, se ne trovano altre di notevole interesse scientifico, non solo per la loro rarità, ma poiché rappresentano una testimonianza degli eventi geologici e climatici che hanno determinato la vegetazione nei tempi
passati fino ad oggi.
Le vicende della chiesa di S. Salome non si discostano poi tanto da quelle della cattedrale: di origine duecentesca, viene riedificata dopo il terremoto del 1350. Nei primi anni del '700 mette mano alla facciata ancora il vescovo De Zaulis, ma verrà completata dal successore, monsignor Tartagni, nel 1733.
Nella basilica superiore dedicata alla patrona S. Maria Salome il Vescovo di Veroli Mons. Lorenzo Tartagni tra il 1715 ed il 1740 fece costruire la "Scala Santa", composta da 12 gradini di marmo.
A breve distanza dalla Porta romana, lungo via Garibaldi, è S.Erasmo, chiesa romanica edificata su un precedente monastero.
Anch'essa ricostruita nel XVIII secolo, conserva dell'edificio originario la facciata con portico a tre archi, gli absidi e il campanile.