La vicinanza del monte Maio, meta di salutari escursioni all'aria aperta, attira soprattutto nella bella stagione numerosi amanti della natura.
Varie manifestazioni all'insegna della cultura e delle tradizioni costituiscono un ulteriore elemento di richiamo: si segnalano in particolare il raduno internazionale dei gruppi folcloristici (13-15 agosto), la giornata del folclore e delle tradizioni vallefreddane (luglio-agosto), la sagra degli "stracciuni", specialità gastronomica del luogo, e quella della
trippa (luglio-agosto).
La festa del Patrono San Tommaso si celebra il 3 luglio.
Gruppi di giovani dell'Accademia di Belle Arti di Firenze che, guidati dal prof. Vincenzo Bianchi, creano qui opere d'arte che si ispirano alla denuncia della guerra passata e alla speranza per la pace nel mondo.
Il turista che cammina nel borgo viene accompagnato da figure scolpite nella roccia e che appaiono all'improvviso così vive che sembrano parlare.
Cenni Storici,
Fondata in epoca medievale per iniziativa dei duchi di Gaeta in un sito che in precedenza aveva certamente ospitato stanziamenti sanniti e romani, è menzionata per la prima volta nel 1040.
Per tutto il Medioevo fece parte dei possedimenti dell'abbazia di Montecassino e più volte tentò di svincolarsi dalla sua autorità: nel 1137, in particolare, si schierò a favore di Ruggero il Normanno nelle lotte che lo videro contrapporsi a papa Innocenze II.
Alla fine dell'XI secolo venne occupata e incendiata dalle truppe sveve di Marcualdo e nel 1421, per volere del pontefice Martino V, fu devastata dalla compagnia di Braccio da Montone; nel 1487 passò quindi stabilmente sotto la giurisdizione del regno di Napoli.
E comune autonomo dal 1907.
Il toponimo, che è stato Vallefredda fino al 1932, si riferisce alla posizione dell'abitato alle falde del monte Maio.
Il patrimonio storico-architettonico, danneggiato dai bombardamenti subiti nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, annovera i resti dell'antico castello, la chiesa del Rosario e quella dedicata alla Santissima Annunziata, al cui interno si trova un pregevole trittico dell'Annunciazione (1574).