E’ l'antemurale primo (il secondo è San Nicola dal quale nasce il paese che si distende, come una cintura, una sulla superficie curva del colle fortificato, detto "La Torre".
Chiesa di ardita sintesi architettonica è costruita a nido di rondine, sulla precipitosa scarpata lepina della "Torre Colonna”, in parte pensile, in parte poggiata su un poderoso terrapieno, che si estende alla piazza antistante.
Di architettura "europea" con sensibile accento barocco e scenografico, di una qualche ispirazione guariniana, ma anche riferita alla fratta animazione di Juvarra.
E’ a pianta centrale, con "platea" e "dromos” - o navata circolare, come in certe basiliche paleocristiane (vedi S. Stefano Rotondo a Roma), Con sei pilastri mistilinei con doppia parasta, volta a vele, quattro loggette tromp – l’oeil con vinea, un profondo ricetto absidale, absidale, l'altar maggiore con nobili tarsie di marmo.
II portale di bronzo è opera di Saverio Ungheri (firmata) del 1978. La lunetta musiva sulla facciata è di Ugo Santurri, 1966.
E' sede del santuario del Vescovo irlandese-Cataldo, sepolto nel Duomo di Taranto. Là patrono del mare, qui, più prosaicamente ma provvidenzialmente, dei malati di ernia inguinale, tanto diffusa fra i contadini, i carbonai, i montanari, i boscaioli. Il culto di San Cataldo vescovo, che ancora richiama folle inverosimili di pellegrini, nasce a Supino nel 1653, data dell'acquisizione della reliquia del braccio.
La festa è il 10 maggio con processione. Nella notte (nuovamente risuonano, echeggiando, i notturni canti delle "compagnie”) della vigilia si tramanda la cerimonia impressionante della "cacciata", il trasferimento dall'alta sede del suo soggiorno, quando la statua-antica nave spirituale sui flutti dell’umano destino, si insedia sulla macchina in un profondo entusiasmo religioso.
La statua, di indicibile dignità, (fa pensare ad Arnolfo e ad Antelami) e la macchina sono rifacimenti necessari del 1870 (DIVO CATALDO - SUPINI CIVES – AERE COLLATO - A.D. MDCCCLXX) in seguito ad un incendio (reliquie di legno combusto nella teca dentro la macchina stessa) realizzati con il contributo dell'ingegno profetico di Ernesto Biondi adolescente.
La cronologia del Vescovo Cataldo è ondivaga.
L'unica notizia certa ci proviene da Taranto: nell'invenzione del corpo di Cataldo del 1071, fra i resti si trovò una croce pettorale con il nome di Cataldo, databile sicuramente al VII sec., quindi quasi contemporaneo di Maometto.