La chiesa e l'annesso convento intitolati a San Francesco furono fondati agli inizi del 1300. Nel 1363, per disposizione testamentaria di Cicco de Omobono, la chiesa fu ampliata secondo lo stile gotico, di cui resta la parete posteriore in conci di pietra e la bellissima bifora ogivale in travertino, con colonnina centrale e decorazioni curvilinee o lobate e gli affreschi dei sec. XIV- XV, rinvenuti nel 1970 e da poco restaurati, situati fra gli altari della misericordia e del Crocifisso; essi rappresentano la Vergine con il Bambino, San Savino e San Bonaventura. Sempre nel XIV sec. alla chiesa si affiancò un chiostro con archi a sesto acuto. I due edifici furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1654, ma all'inizio del XVIII sec. furono restaurati ed ampliati. Il chiostro fu chiuso, sopraelevato e fornito di grande scalone, secondo l'architettura settecentesca. Nella seconda metà di questo secolo il convento ospitò il collegio Tuziano e nel 1798 i suoi locali furono adibiti a granaio dai soldati francesi e a deposito di armi dal brigante Gaetano Mammone. Dal 1806 il convento fu abolito e l'edificio ceduto al comune che lo adibì a scuola, a sede della sottoprefettura, della regia pretura e, infine, del museo civico. Attualmente l'edificio è stato completamente ristrutturato e restaurato ed ospita il deposito archeologico del comune di Sora. La chiesa attuale è coperta da una volta a botte su unica navata. Nelle nicchie disposte lungo le pareti laterali sono sistemate sette grandi statue di gesso raffiguranti personaggi biblici: Davide, Mosè, Salomone, Daniele, Isaia, Aronne e Geremia; esse sono opera di un anonimo artista francescano del secolo XVIII. Nel 1883 Pietro Biancale con il figlio Domenico restaurò la decorazione e gli affreschi della volta dell'abside, dando tuttavia alle raffigurazioni un'impronta personale. Nella sacrestia è conservato un dipinto ad olio di forma ovale dello stesso artista, rappresentante San Francesco in atto di penitente.