Visitiamo l’Eremo San Michele (M.te Scalambra, Serrone),
Arrivati a Serrone, prendiamo la strada che porta a Monte Scalambra, sulla destra troviamo Via San Michele, qui abbiamo due possibilità: parcheggiare e percorrere un sentiero, dapprima asfaltato poi sterrato ed in ripida salita fino all’Eremo (2h andata e ritorno), o possiamo proseguire in auto sulla strada per monte Scalambra.
Noi abbiamo preferito procedere a piedi, il sentiero immerso nel bosco sul fianco di Monte Scalambra è veramente bellissimo, anche se un po’ faticoso e sconnesso.
L'eremo è poggiato sul fianco del Monte Scalambra, su un costone roccioso a quota 1100 mt., è facile restare sorpresi dalla bellezza di questo luogo che sembra quasi scavato nella roccia.
L’interno si può visitare solo su richiesta.
L’eremo fu restaurato nel 1758. Ancora oggi visibile nella roccia l’impronta che secondo la leggenda apparterrebbe al Santo.
Nel X secolo il territorio era sotto la giurisdizione dei Benedettini di Subiaco, che introdussero il culto di S. Michele Arcangelo.
Successivamente fu dedicata al Santo Patrono di Serrone S.Michele Arcangelo.
Il chiostro benedettino di "San Michele Arcangelo" risale al 600. Si narra sia stato fondato da S.Benedetto in persona durante un soggiorno contemplativo sotto il costone roccioso che lo sovrasta, in compagnia di tre corvi che gli avevano indicato il cammino.
Nella Messa tridentina san Michele è ricordato espressamente più volte. Innanzitutto è menzionato nel Confiteor primo fra i santi dopo la Vergine Maria. Lo si ritrova quindi nella preghiera di benedizione dell'incenso, in cui l'Arcangelo viene invocato come «colui che sta alla destra dell'altare dell'incenso». Secondo il celebre liturgista Prosper Guéranger san Michele potrebbe essere citato erroneamente al posto dell'arcangelo Gabriele, che viene menzionato dal Vangelo di Luca 1,19.[6]
Papa Leone XIII ordinò infine di recitare la Preghiera a San Michele in ginocchio davanti all'altare al termine di tutte le Messe, escluse quelle solenni. Lo stesso pontefice stabilì una rito esorcistico (chiamato "Exorcismus in Satanam et Angelos Apostaticos") in cui, nella prima parte, viene invocato come "Principe Gloriosissimo delle milizie celesti", come "custode e patrono della Santa Chiesa", San Michele Arcangelo, affinché venga in difesa dei Cristiani contro il demonio.
Eremo San Michele (M.te Scalambra Serrone)
Le bellissime immagini di una visita all'Eremo ...