Visitiamo il Comune di Sant’Ambrogio sul Garigliano
Possiede notevoli attrattive paesaggistiche: gli splendidi boschi che si incontrano lungo la cosiddetta via del Lago o di Rocintolo non mancano mai di colpire e affascinare coloro che li visitano.
Un forte richiamo è esercitato, durante i mesi estivi, dalla sagra della "laina" (pasta fatta a mano) e "fasuri", la più tipica specialità gastronomica locale (fine agosto), e da quella dei tarallucci e del vino (fine settembre); il 16 luglio si festeggia la Madonna del Carmine.
La festa del Patrono San Biagio si celebra il 3 febbraio; nella chiesa dedicata al Santo ha luogo la cerimonia dell'unzione della gola e la distribuzione del pane benedetto, che preserva dalle malattie della gola.
Dal 1993 è gemellata con l'associazione delle famiglie ambrosiane di Montreal, in Canada.
Cenni Storici,
Citata per la prima volta nel 961 d.C., in un documento con il quale Pandolfo I, Duca di Capua e Benevento, donava alcuni territori all’abate Aligerno di Monteccassino, si sviluppò intorno ad una chiesa costruita dai monaci cassinati e ben presto venne dotata di fortificazioni per resistere alle incursioni normanne.
Per tutto il medioevo fu sottoposta all’autorità cassinate; in seguito le guerre tra Aragonesi e Angioini e più tardi tra spagnoli e francesi ne determinarono lo spopolamento.
Durante l’Ottocento, per la scarsa consistenza numerica della comunità, decimata nel corso del Seicento dalla peste, venne accorpata alla vicina sant’Apollinare.
E’ stata quasi completamente distrutta nel corso del secondo conflitto mondiale e ha subito gravi danni a causa del terremoto del 1984.
Il toponimo, che è stato semplicemente Sant'Ambrogio fino al 1863, ha origine agionimica; la specificazione si riferisce al fiume che scorre nelle vicinanze dell'abitato.
Nel patrimonio storico-architettonico locale spicca la chiesa dedicata a San Biagio, nel cui interno sono custoditi un altare monumentale del Seicento in stile barocco e un crocifisso ligneo di autore ignoto risalente al XIV secolo.