Nel centro di San Vittore del Lazio troviamo la Chiesa Santa Maria della Rosa, presente già nel sec. XIII-XIV, quando era sotto il titolo di Archipresbiteralis Ecclesia Sanctae Mariae, in seguito detta anche S. Maria Maggiore.
Acquisì il titolo attuale di S. Maria della Rosa nel 1561, quando l'altare laterale di S. Maria della Rosa fu incorporato in quello maggiore.
L'edificio è a tre brevi navate e presenta la particolarità del campanile posto al centro della facciata d'ingresso.
Prima degli eventi bellici del 1943-44 nella chiesa esistevano opere ed arredi cinque-seicenteschi, come gli otto altari ed il pregevole coro ligneo, in gran parte distrutti o trafugati.
Si sono salvati due confessionali del '700 e soprattutto il pulpito cosmatesco del '200 ed il monumento funebre del vescovo Guglielmo Capodiferro del '300.
Di particolare interesse, oggi, i due portoni di bronzo: quello centrale intitolato "Mistica rosa", inaugurato il 7 maggio 1994, e quello laterale dedicato a S. Vittore Martire, inaugurato il 10 maggio 1998, entrambi opera dello scultore Alberto Di Campli.
II pulpito Cosmatesco
Posto nella parte centrale della chiesa, verso sinistra - fino a tempi relativamente recenti era sul lato destro in posizione opposta all'attuale -, costituisce una delle maggiori attrattive del paese per i cultori di arte antica.
La composizione nel suo insieme, leggera e sobria, richiama modelli non presenti nel territorio.
Il pulpito, adorno di interessanti sculture e mosaici, poggia su quattro esili colonne, probabilmente provenienti da un riutilizzo, poggianti a loro volta sul dorso di quattro leoni che guardano verso l'interno.
Particolarmente importante è la raffigurazione del leone lettorino che sostiene il leggio del pulpito: in esso si interpreta il nudo del corpo umano in maniera totalmente svincolata dai modelli, ancora predominanti in quell'epoca, del nudo classico romano.
Di pregevole fattura anche i mosaici che "con i pavoni affrontati, ai lati di uno degli archi trilobi di sostegno, mostrano una leggerezza di fantasia che non si vede nella più ricca Ravello”.
La datazione dell’opera si può far risalire al ‘200 sia per le sculture, sia per la tipologia dei capitelli.
San Vittore del Lazio - Chiesa Santa Maria della Rosa