Situata in splendida posizione panoramica, offre un'ampia e straordinaria vista sulla catena montuosa degli Ernici, sui monti Lepini e sulla verde e fertile campagna ciociara: costituisce pertanto una meta ideale per soggiorni all'insegna della tranquillità e del riposo.
Grande affluenza di pubblico si registra in occasione della fiera intitolata "Madonna succurre miseris", che si svolge il Lunedì dell'Angelo.
Gli interessanti eventi compresi nel calendario delle rassegne "Insieme estate" e "Natale insieme" animano rispettivamente il periodo estivo e quello natalizio.
La festa del Patrono San Giorgio si celebra il 23 aprile.
Cenni Storici
L'origine del toponimo è incerta: potrebbe derivare dalla riva ("ripa") del torrente Meringo, che scorre in pianura e da cui, quindi, il castello di Ripi era poco distante.
Le prime notizie storiche risalgono alla prima metà dell'ottavo secolo: nel Sinodo Romano celebrato da papa Zaccaria (santo), il cui pontificato durò dal 741 al 752, si registra la presenza del vescovo di Veroli, Martino, la cui diocesi comprendeva diversi castelli, fra i quali anche quello di Ripi.
Era l'anno 743. Numerose e gravi traversie la colpirono nei secoli.
Nella "Historia Verularum"del monsignor Vittorio Ciavardi, al foglio 1.092 del volume IV manoscritto è documentato che il "Castrum Ripae" fu incendiato nell'anno 1129.
Subì la stessa sorte nell'anno 1165 per mano dei normanni di Guglielmo I re di Sicilia.
Il paese arse anche nell'anno 11 70; nel 1198 fu saccheggiato per tre settimane dalle truppe di Diopoldo, capitano tedesco.
Nei pressi del paese probabilmente sorgeva un "Monasterium canonicorum". Nelle bolle di Urbano II (1098), di Onorio II (1125), di Pasquale II e di Anastasio IV si confermavano al vescovo di Veroli anche i beni del Monastero di S. Silvestro.
Nel 1330, il 20 dicembre, il castello di Ripi fu venduto da Francesco "de Conastabulo" a Gagliardo Gramato; nel 1331, il 7 aprile, il rettore e l'universila del castello di Ripi stabilirono d'accordo lo statuto.
Appartenne: per buona parte del XIV sec. ai Caetani, dal 1410 ai Colonna, per tornare nel 1460 ai Caetani di Fondi e, infine, ai Colonna (1523), che la conservarono fino al 6 luglio 1816, tranne brevi periodi di confisca da parte dei papi.
Alla fine del Settecento fu coinvolta dagli eventi seguiti all'invasione francese. Partecipò, infine, al Risorgimento. Al centro del paese è la chiesa arcipretale di S. Salvatore, sorta nel 1 743 al posto di quella intitolata a Santa Maria, contigua al campanile dove oggi è il municipio.
Oltre porta Sant'Angelo (o "del Boia") è la chiesa di S. Rocco (anticamente, di Sant'Angelo).