Parco Regionale Monti Simbruini
Parco Regionale dei Monti Simbruini.
E’ il più grande del Lazio. Montagne vere, quelle alle spalle di Cervara, Subiaco e Filettino, e ricche di paesaggi integri, di fauna e flora, di arte e storia. A ottanta chilometri da Roma, qui vivono l'aquila, il lupo, il gufo reale, il gatto selvatico, l'orso.
Ai confini con l'Abruzzo, il parco comprende diverse vette intorno ai duemila metri come il Viglio (2156 m), il Cotento (2014 m), il Tarino (1961 m). Ai piedi delle loro creste rocciose si estendono pianori spettacolari, come quello di Camposecco sopra Camerata Nuova, circondati da enormi foreste soprattutto di faggio. A quote minori caratterizzano invece il paesaggio le forre dei fiumi e i boschi misti pedemontani.
Questo è il parco del più maestoso Appennino laziale, ma anche il parco dell'acqua. Il nome stesso del massiccio deriva dal latino sub imbribus, cioè "sotto le piogge".
Grotte, doline e inghiottitoi rivelano la natura carsica del territorio, una vera e propria spugna calcarea che assorbe le precipitazioni e le acque di scioglimento delle nevi. A restituirle in superficie sono quindi le numerose sorgenti, di grande portata e qualità, tra cui quelle dell'Amene. È proprio dal bacino idrografico dei Simbruini, infatti, che si alimentano l'acquedotto del Simbrivio (che serve mezzo milione di persone in 56 comuni, perlopiù nella provincia di Roma) e quello dell'Acqua Marcia, dopo il Peschiera il più importante di Roma.
La ricchezza di biodiversità dei Simbruini è grande. I boschi si estendono su due terzi del parco e spesso - come alla Tagliata, al Vallone, a Campo dell'Osso - per la vetustà degli alberi e le associazioni vegetali presenti sono di grande fascino e valore naturalistico. Genziane, campanule e gigli selvatici sono tra i più appariscenti fiori del parco, dove sono state censite finora ben 1246 specie tra cui 79 considerate a rischio di estinzione. Quanto agli animali, il grado di conservazione degli ambienti e l'accesso in molti casi difficoltoso consente tuttora la presenza di buona parte della grande fauna appenninica. Ma anche di numerosi tra anfibi, rettili, insetti e - in fiumi e torrenti - del sempre più raro gambero d'acqua dolce.
Ai confini con l'Abruzzo, il parco comprende diverse vette intorno ai duemila metri come il Viglio (2156 m), il Cotento (2014 m), il Tarino (1961 m). Ai piedi delle loro creste rocciose si estendono pianori spettacolari, come quello di Camposecco sopra Camerata Nuova, circondati da enormi foreste soprattutto di faggio. A quote minori caratterizzano invece il paesaggio le forre dei fiumi e i boschi misti pedemontani.
Questo è il parco del più maestoso Appennino laziale, ma anche il parco dell'acqua. Il nome stesso del massiccio deriva dal latino sub imbribus, cioè "sotto le piogge".
Grotte, doline e inghiottitoi rivelano la natura carsica del territorio, una vera e propria spugna calcarea che assorbe le precipitazioni e le acque di scioglimento delle nevi. A restituirle in superficie sono quindi le numerose sorgenti, di grande portata e qualità, tra cui quelle dell'Amene. È proprio dal bacino idrografico dei Simbruini, infatti, che si alimentano l'acquedotto del Simbrivio (che serve mezzo milione di persone in 56 comuni, perlopiù nella provincia di Roma) e quello dell'Acqua Marcia, dopo il Peschiera il più importante di Roma.
La ricchezza di biodiversità dei Simbruini è grande. I boschi si estendono su due terzi del parco e spesso - come alla Tagliata, al Vallone, a Campo dell'Osso - per la vetustà degli alberi e le associazioni vegetali presenti sono di grande fascino e valore naturalistico. Genziane, campanule e gigli selvatici sono tra i più appariscenti fiori del parco, dove sono state censite finora ben 1246 specie tra cui 79 considerate a rischio di estinzione. Quanto agli animali, il grado di conservazione degli ambienti e l'accesso in molti casi difficoltoso consente tuttora la presenza di buona parte della grande fauna appenninica. Ma anche di numerosi tra anfibi, rettili, insetti e - in fiumi e torrenti - del sempre più raro gambero d'acqua dolce.



