Parco Nazionale d'Abruzzo - Lazio - Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio Molise
Orsi e lupi, cervi, caprioli e camosci. È la grande fauna appenninica il biglietto da visita del parco nazionale più famoso d'Italia.
Non tutti lo sanno, infatti, ma la grande area protetta che tutela da quasi ottant'anni selvagge montagne abruzzesi in realtà comprende pure una parte di territorio del Lazio e del Molise. E per questo motivo il Parlamento ne ha recentemente modificato la storica denominazione, che adesso richiama tutte e tre le regioni interessate.
Tre i nuclei nel territorio laziale. Quello più a nord è il vallone Carbonara e poi Capo d'Acqua, che dal rifugio di lorio si inoltra tra i salti rocciosi del monte Serrone e della Rocca fin quasi alla strada provinciale tra Campoli Appenninico e San Donato Val di Comino.
Seguendo lo spartiacque, un altro piccolo lembo incluso nella regione è quello a sud del valico di Forca d'Acero, fino alla dirimpettaia cima della Serra Traversa.
Infine, ben più esteso è il nucleo della verdissima valle Canneto, che dai Tre Confini scende fino al grande Santuario della Madonna di Canneto (fondato nell'VIII sec. E ristrutturato in anni recenti) e poi al lago di Grottacampanaro, verso Picinisco. Da lì e fino al confine regionale - stavolta col Molise, segnato dal maestoso profilo dei monti della Meta - è tutto un susseguirsi di coste rocciose e pascoli di quota dominati dalle aspre vette dei monti Porcellone e Cavallo.
Fauna e flora, naturalmente, non si discostano da quelle presenti negli altri settori del parco nazionale. E dunque sono di una varietà straordinaria, da scoprire magari in cammino lungo il sentiero che risale la vai Canneto a partire dal santuario. Tra paesaggi solitari e le cascate formate dal torrente, l'atmosfera di wildemess – cioè di natura selvaggia - è davvero avvolgente e totale.