La Storia della Provincia di Frosinone
Storia della Provincia di Frosinone. Frequentata fin dal paleolitico inferiore (2 milioni di anni a. C. drca-70.000 a. C. circa), in epoca preromana ospitò ben quattro popolazioni italiche: gli ernia, gli equi, i volsci e i sanniti. I primi si stabilirono nella valle del fiume Sacco, dove fondarono ANAGNIA (Anagni); i secondi, provenienti dalla fascia appenninica compresa tra Rieti e il Fucino, in Abruzzo, occuparono la zona dei monti Simbruini e la valle del fiume Aniene; il popolo dei volsci si stabilì nella valle del fiume Liri, dove fondò Sora e Arpino, e sui monti Lepini; i sanniti, infine, occuparono la piana di Cassino. Il crollo dell'impero romano, le scorrerie dei vandali e dei goti nonché la guerra di riconquista intrapresa nel VI secolo d. C. dall'imperatore Ciustiniano (guerra greco-gotica) ebbero gravi ripercussioni sull'intero territorio, che entrò ben presto a far parte del DUCATUS ROMANUS bizantino. Tra il VII e l'VIII secolo la zona dei monti Simbruini e i territori a ridosso della sponda sinistra del fiume Liri vennero conquistati dai longobardi e inglobati nel ducato di Benevento; di lì a poco i franchi, discesi nella penisola con il favore dei pontefici romani, presero possesso di larga parte dell'attuale circoscrizione provinciale, a esclusione della valle del Liri, che, come attesta la CHRONICA SANCII BENEDICTI CASINENSIS, rimase in mani longobarde. Il IX e il X secolo furono segnati dalle scorrerie e dalle devastazioni dei saraceni, che nell'883 raserò al suolo l'abbazia di Montecassino, e degli ungari; nei due secoli successivi, invece, furono i normanni a contendere una vasta porzione del territorio al controllo dei pontefici. Dal pontificato di Innocenze III (1198-1216) fino all'unità d'Italia, tuttavia, la parte settentrionale dell'attuale provincia e l'enclave di Pontecorvo entrarono saldamente a far parte dei territori della Chiesa; la porzione meridionale, delimitata dal versante destro della valle del Liri -a eccezione dell'abbazia di Casamari-, fino alla confluenza con il fiume Sacco, fu invece parte del regno di Napoli. Oltre alle abbazie di Subiaco e Montecassino, diverse famiglie nobiliari nel corso dei secoli esercitarono diritti territoriali più o meno riconosciuti dalla Santa Sede: meritano una menzione particolare quelle dei Caetani e dei Colonna.
La zona ha subito danni gravissimi nel corso del secondo conflitto mondiale, in quanto attraversata dalla linea difensiva tedesca Gustav, della quale Cassino rappresentava il caposaldo; dopo la sanguinosa quanto inutile resistenza tedesca sul fiume Garigliano e a Cassino, che causò la distruzione completa dell'abbazia, gli alleati si aprirono da qui la strada verso Roma.
La zona ha subito danni gravissimi nel corso del secondo conflitto mondiale, in quanto attraversata dalla linea difensiva tedesca Gustav, della quale Cassino rappresentava il caposaldo; dopo la sanguinosa quanto inutile resistenza tedesca sul fiume Garigliano e a Cassino, che causò la distruzione completa dell'abbazia, gli alleati si aprirono da qui la strada verso Roma.





