Il Popolo degli Ernici

Secondo una antica leggenda, gli Ernici, nostri progenitori, discendono dal DIO SATURNO che, cacciato dall'Olimpo, dopo aver peregrinato per il mondo, giunse in Italia e si fermò nella nostra Regione: il Lazio. (La parola Lazio significa "rifugio").
Fu accolto benevolmente dal Re Giano e Saturno, che era pur sempre un Dio, gli diede il potere soprannaturale di far tesoro del passato (l'esperienza) e di conoscere anzitempo il futuro.
Per tale motivo i Romani, più tardi, rappresentarono il Re Giano con due teste: una rivolta al passato e l'altra al futuro e lo chiamarono GIANO BIFRONTE.
Saturno insegnò ai popoli del Lazio l'arte dell'agricoltura, l'uso del fuoco, la lavorazione dei metalli, ma soprattutto insegnò loro a costruire città cinte da mura megalitiche.
Sempre secondo la leggenda, le città Erniche costruite dal Dio errante furono cinque e tutte e cinque cominciano con la lettera "A" : Anagni, Alatri, Aquino, Atina e Arpino.
Ad Arpino, narra ancora la leggenda, il Dio Saturno fu sepolto. Gli abitanti delle cinque città, a loro volta, ne fondarono altre come Felcia, Guarcino, Veroli, Ferentino, Fumone, Piglio, Bauco (l'odierna Boville), Trevi, ecc.
Finisce la leggenda ed inizia la storia. La storia cammina con le gambe dell'uomo. Talvolta cammina lentamente, altre volte con ritmo convulso, ma è sempre l'uomo che la crea e le impone spinte e freni.
Gli Ernici presero tale nome da Osco Ernico, loro condottiero che, discendendo dalla Marsica, si stabilì tra i nostri monti, ricchi di acqua, di selvaggina e che gli parvero inespugnabili.
Provenivano dall'Asia e per tal motivo furono chiamati Pelaski o Pel- aski (emigranti dall'Asia).
Anche Giulio Igino e Macrobio sostengono che fossero di stirpe Pelasgica. Virgilio, il sommo poeta latino, così li descrive nel VII libro dell'Eneide: andavano in guerra portando il piede sinistro nudo, mentre il destro era coperto da un calzare detto "pero".
Avevano inoltre infilata nel capo una testa di cinghiale per apparire più bellicosi.
Portarono alle poco numerose popolazioni italiche le loro arti, la loro lingua, i loro costumi, la loro religione e fondarono nelle nostre terre, molto prima della nascita di Roma, delle città ricche, fiorenti e confederate, cinte da mura poliedricomegalitiche.
Le città erniche, collegate tra di loro, si scambiavano continuamente nozioni ed esperienze.
Da questi scambi, da queste fondazioni, ma soprattutto da una comunanza di linguaggio, di religione, nacque la poderosa lega Ernica, le cui città principali furono: Anagni, Frosinone (fondata dai Volsci), Ferentino, Veroli, Alatri, Olevano, Piglio, Bauco (Boville). Felcia (Fiuggi) era una rocca minore.
La Lega combattè con alterna fortuna contro Roma. Nel 367 a.C. i "Duces" Ernici si riunirono nel Circo Marittimo di Anagni (Città Sacra e Centro Politico della Confederazione) e tennero Consiglio.
I pareri, per la prima volta, furono discordi: Alatri, Veroli e Ferentino erano contrari ad una nuova guerra contro Roma che fu comunque dichiarata.
Nel 367 a.C. il Console romano Marcio Tremulo sconfisse in rapida successione tutti e tre gli eserciti Ernici.
Fu una resa incondizionata. Le città ribelli furono dichiarate municipi romani "sine suffragio", senza voto. Fu proibito di tenere comizi, assemblee, relazioni politiche tra città e città.
Finì così la gloriosa Confederazione Ernica. Correva l'anno 366 a.C.