I Benedettini
L’attuale provincia di Frosinone è considerabile la culla benedettina in quanto posta fra Subiaco e Cassino, le due località dove, secondo i “Dialogi” di Gregorio Magno, Benedetto da Norcia fondò i suoi primi monasteri dando loro una “regula” posta a fondamento dell' Orda S. Benedicti.
Il movimento benedettino quindi si sviluppò nei secoli VI-IX diffondendosi in Europa, divenendo punto di riferimento religioso, ecclesiastico, politico, economico, culturale, artistico etc.
Il cenobio più famoso è certamente quello sorto sopra l'acropoli di Casinum, fondato intorno al 529 dallo stesso Benedetto.
Le sue vicende sono note e un tratto caratteristico è dato dalle ripetute distruzioni e soppressioni dalle quali seppe però sempre risorgere.
L'esempio più fulgido è dato dalla ricostruzione, dove era e come era, del secondo dopoguerra.
Uno degli altri tratti caratteristici del cenobio cassinese è l’essere stato al centro di diverse "imprese", spirituali, culturali ed economiche.
Da un lato la diffusione della sua influenza nel mondo medioevale ha avuto molteplici risvolti con santi ed una lunga serie di dipendenze per quasi tutta l'intera Italia meridionale.
Dell'importanza del suo scriptorium è quasi superfluo parlare per i tanti tesori culturali ed artistici che ancora vi si conservano; lo stesso del tabularìum e della biblioteca che conservano uno dei più antichi documenti testimoni della formazione della nostra lingua e d'importanti manoscritti decorati, notevoli per i loro contenuti.
Si tratta di un patrimonio che Montecassino ha prodotto e conservato per l'intera umanità, testi eloquenti della enorme considerazione che i monaci benedettini hanno sempre avuto per la cultura.
Anche sul piano economico il monastero è stato artefice di primo piano di rilevanti imprese, prima fra tutte l'aver dato un considerevole contributo alla ripresa economica attraverso quella che è stata definita la "bonifica benedettina".
L'agro di pertinenza dell'abbazia, enormemente aumentato da donazioni di imperatori, principi e umili fedeli, è stato bonificato, dissodato, coltivato ed è diventato residenza di comunità volute dagli abati.
L'insieme costituisce l'eredità benedettina ancora viva e feconda e ben rappresentata dall'imponenza del complesso architettonico, dai suoi numerosi monumenti (dalla chiesa al recente museo), dagli istituti culturali (archivio e biblioteca), della attività religiosa.
Il movimento benedettino quindi si sviluppò nei secoli VI-IX diffondendosi in Europa, divenendo punto di riferimento religioso, ecclesiastico, politico, economico, culturale, artistico etc.
Il cenobio più famoso è certamente quello sorto sopra l'acropoli di Casinum, fondato intorno al 529 dallo stesso Benedetto.
Le sue vicende sono note e un tratto caratteristico è dato dalle ripetute distruzioni e soppressioni dalle quali seppe però sempre risorgere.
L'esempio più fulgido è dato dalla ricostruzione, dove era e come era, del secondo dopoguerra.
Uno degli altri tratti caratteristici del cenobio cassinese è l’essere stato al centro di diverse "imprese", spirituali, culturali ed economiche.
Da un lato la diffusione della sua influenza nel mondo medioevale ha avuto molteplici risvolti con santi ed una lunga serie di dipendenze per quasi tutta l'intera Italia meridionale.
Dell'importanza del suo scriptorium è quasi superfluo parlare per i tanti tesori culturali ed artistici che ancora vi si conservano; lo stesso del tabularìum e della biblioteca che conservano uno dei più antichi documenti testimoni della formazione della nostra lingua e d'importanti manoscritti decorati, notevoli per i loro contenuti.
Si tratta di un patrimonio che Montecassino ha prodotto e conservato per l'intera umanità, testi eloquenti della enorme considerazione che i monaci benedettini hanno sempre avuto per la cultura.
Anche sul piano economico il monastero è stato artefice di primo piano di rilevanti imprese, prima fra tutte l'aver dato un considerevole contributo alla ripresa economica attraverso quella che è stata definita la "bonifica benedettina".
L'agro di pertinenza dell'abbazia, enormemente aumentato da donazioni di imperatori, principi e umili fedeli, è stato bonificato, dissodato, coltivato ed è diventato residenza di comunità volute dagli abati.
L'insieme costituisce l'eredità benedettina ancora viva e feconda e ben rappresentata dall'imponenza del complesso architettonico, dai suoi numerosi monumenti (dalla chiesa al recente museo), dagli istituti culturali (archivio e biblioteca), della attività religiosa.



