Percorso 651 + 602B
Partenza da Campo Catino 1795m – Valico della Selvastrella 1866 - Pelarelle 1705 - Eremo S. Maria del Cauto 1173m - Zompo lo Schioppo 790m.
Periodo in cui abbiamo effettuato l'escursione: mese di Novembre.
Tempo di percorrenza A/R circa 10 h.
A nostro giudizio si tratta di un'escursione molto impegnativa con un sentiero spesso pericoloso, in modo particolare nei pressi dell’Eremo di S. Maria del Cauto.
Gli scenari che si susseguono sono veramente di rara bellezza, le immagini ne sono testimone.
Il percorso:
Nel territorio di Guarcino, prendiamo la statale per Campo Catino, arrivati all’omonima stazione sciistica ci inoltriamo in direzione Est per prendere il sentiero 651 o il primo tratto del 602.
Dapprima si presenta come una carrareccia fino a Sella del Pozzotello, poi si prosegue sul sentiero passando per il valico della Selvastrella.
Qui entriamo nel sentiero 602B, scendendo sul fianco settentrionale di Pelarelle, si entra nella fitta faggeta in ripidissima pendenza fino ad arrivare in una feritoia tra due altissime rocce.
Passiamo all’interno della feritoia, all’uscita il sentiero si sdoppia in due rami; a sinistra prosegue per la riserva Zompo lo Schioppo, mentre sulla destra, percorrendo circa 100metri, si arriva all’Eremo di S. Maria del Cauto (Madonna del Cauto).
Un piccolo eremo con annessa Chiesa, costruito sul fianco roccioso e sorretto da un arco in pietra.
Sopra la piccola abside possiamo ammirare un affresco con sei riquadri raffiguranti gli episodi della vita di Santa Caterina di Alessandria, mentre nella volta sono rappresentati alcuni personaggi, tra cui San Clemente, riconoscibile dal nome dell'iscrizione presente sotto la sua figura.
In antichi documenti si attesta l'esistenza del luogo di culto sin dal XII secolo, quando il priorato di Santa Maria del Pertuso si trovò implicato, insieme ai chierici di San Giovanni a Celano, in una controversia con il vescovo dei Marsi sulla consacrazione dell'olio del giovedì Santo.
La lite era iniziata nel 1110 e si era inizialmente conclusa con la Bolla di Onorio III nel 1151, per poi riaccendersi nel 1174 con la rettifica d'Alessandro III e nel 1188 con Clemente III.
Nel 1181 la custodia della chiesa della Madonna del Caùto, inizialmente di proprietà benedettina, passò ai Cistercensi dell'Abbazia di Casamari, in seguito ad una donazione di papa Lucio III.
Il piccolo romitorio di Morino fu coinvolto in un'altra controversia: nel 1188 i signori di Civita d'Antino e il priore della chiesa di Santo Stefano rivendicarono dei diritti di proprietà sulla chiesa di Morino, contestando la donazione di papa Lucio III a Casamari.
La questione si risolse piuttosto agevolmente poiché si riuscì a dimostrare, con tanto di attestazione documentaria, la legalità della donazione ai Cistercensi di Veroli.
Il rientro by night
Guarcino (Campo Catino) - Zompo lo Schioppo - Eremo S. Maria del Cauto