E la località più panoramica della valle di Comino e offre dai suoi belvedere un'ampia veduta della campagna ciociara. La sua principale attrattiva è costituita comunque dal santuario del Bambino Gesù, frequentato ogni anno da migliaia di fedeli di tutta Italia.
In passato anche il santuario di San Gerardo è stato meta di pellegrinaggi, per via di alcune guarigioni miracolose di cui è stato teatro.
La festa del Patrono San Cerardo, un eremita inglese morto in questa zona mentre faceva ritorno dalla Terrasanta, si celebra l'11 agosto con una solenne processione; durante la giornata si svolge anche la sagra delle "pezze e piselli" mentre la sera spettacolari fuochi d'artificio pongono fine ai festeggiamenti. Al Santo è dedicata anche la festa che si tiene il Lunedì dell'Angelo.
Cenni Storici
Probabilmente sorse nell'alto Medioevo su iniziativa dell'abbazia di Montecassino, alla quale fu tolta dal duca di Benevento, il longobardo Zottone; restituita all'abate da Cisulfo, tra il 1023 e il 1047 fece sicuramente parte della contea di Sora, per poi tornare fra i possedimenti cassinati.
In seguito fu feudo di numerose illustri famiglie, tra cui i D'Aquino e i Cantelmo, cui seguirono, nel Quattrocento, i Borgia, i Navarro, i Cardona e, nel XVI secolo, i Callio, duchi di Alvito.
A causa della scarsa consistenza numerica della comunità, agli inizi dell'Ottocento fu aggregata al comune di San Donato Val di Comino, riacquistando l'autonomia nel 1948.
Il toponimo, citato nel Catalogus Baronum (1150-1168), allude a un 'rustico per l'allevamento di gallinacei'.
La tragica peste che colpì la comunità nel 1656 e un fulmine abbattutosi nel 1733 sono ricordati in una lapide conservata nel panoramico centro storico, dominato dalla settecentesca chiesa di San Giovanni Battista, che ha interamente inglobato il preesistente castello medievale; assai rinomati sono la cappella del Bambin Gesù, nella quale è custodita un'immagine miracolosa, e il santuario di San Gerardo, rimaneggiato nel Settecento secondo il gusto barocco.