Per arrivare al Santuario Madonna della Stella, partendo dalla strada Anticolana alle porte di Fiuggi, si prende la direzione per il Lago di Canterno, dopo un paio di chilometri sulla destra troviamo una strada in netta salita con le indicazioni del Santuario.
Il Santuario Madonna della Stella è situato nel verde parco del lago di Canterno, sul territorio di Fiuggi ma appartenente al Comune di Ferentino.
La Chiesa fu eretta nel 1695. Distrutta da un’inondazione l’8 dicembre 1772, fu ricostruita e consacrata nel 1774. Il 2 ottobre dell’anno successivo si provvide a collocare nella chiesa riedificata l’affresco tolto dai ruderi della vecchia costruzione che si trovava più in alto sul monte di Porciano. La tradizione vuole che quel luogo fosse stato prescelto perchè la pia zitella di Anticoli, Felicia Colarossi, vi vide apparire la Madonna nell’aprile del 1690. Nello stesso luogo Antonio da Alatri mentre vedeva annegare la sua giumenta carica di pentole nel vicino lago udì una voce gridargli: "comanda nel nome di Maria che svanisca ogni pericolo". Egli ubbidì a quella voce e la giumenta si salvò. Il pastore Sebastiano Ambrosi, di Anticoli, che era nelle vicinanze udì la voce celeste provenire dalla boscaglia del monte Porciano e spinto dalla curiosità volle andare a vedere: sopra un grosso macigno rinvenne una immagine della Madonna con la scritta "Ave Maris Stella".
All’interno della Chiesa troviamo, sopra l’altare principale, un dipinto del 1570 raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino Gesù, restaurato nell’ottobre del 1975.
Narrazioni;
Narrano le cronache del tempo (A.D. 1690) che Felicetta Colarossi, onesta zitella di Anticoli di Campagna recitava le orazioni alla Beata Vergine Maria "non in altro luogo di sua casa, se da una finestra dirimpetto al Monte di Porciano". Interrogata "sopra di ciò da' soi domestici", rispondeva che ivi stava la Madonna, ai piedi del Monte.
Un tale Antonio, alatrense, dopo qualche tempo, conducendo "per quelle vicinanze (di tanto in tanto cito integralmente il manoscritto rinvenuto nel secolo scorso e che con dovizia di particolari narra l'avvenimento; manoscritto di ignoto del XVII secolo e ripreso dagli storici che si sono occupati del Santuario della Stella) " una giumenta carica di pentole, s'incontrò a passare un torrente chiamato la Mona, che ristagnava a valle di quelle pendici.
Né avvedutosi che era ingrossato dalla pioggia, spinse la bestia per farla passare a guazzo, ma appena entrata cominciò ad annegarsi". Come restasse il povero alatrense Antonio può immaginare chi considera che era pericolante il sostegno della sua famiglia, il suo avvenire, la sua sopravvivenza.
Sentì una voce che gli disse "Comanda nel nome di Maria SS.ma e svanirà ogni pencolo".
E così avvenne.
Gli si fece incontro Sebastiano Ambrosi di Anticoli che, poco distante, pascolava il suo gregge, e gli disse che la voce era "dipartita" dalla base della montagna che era di fronte a loro. Il mercante riprese la sua strada e Sebastiano d'Anticoli incuriosito, volle rendersi conto di quanto era accaduto: "forò" la boscaglia e si trovò ai piedi di una roccia sopra la quale campeggiava una bella immagine della Vergine Santissima seduta come su un trono con il Bambino Gesù seduto sulle ginocchia.
La sacra immagine era pitturata sopra la roccia coll'iscrizione "Ave Maris Stella".
L'adorò umilmente e si rese conto che con quella voce aveva chiamato i fedeli perché le "apprestassero una convenevole stanza"."Il pastore" scrive ancora il nostro ignoto cronista "ebbe l'impressione che l'immagine lo guardasse con la dolcezza materna ed incoraggiante tanto da fargli sentire una gioia ineffabile".
Tornato ad Anticoli divulgò il fatto con un tale entusiasmo e convinzione da avvincere quanti lo ascoltarono e così l'indomani mattina molti Anticolani si recarono ad ammirare la meravigliosa immagine e ad "innalzare fervorose preghiere".
Nei giorni seguenti si spopolò Anticoli "per ire a visitarla ed impetrandosi da' divoti molte grazie; s'adunarono delle limosine, con le quali fu fabbricata una chiesetta proprio sul posto dove si trovava il quadro della Vergine dipinta sulla roccia, fu benedetta nella domenica dentro l'ottava della Assunzione dell'anno 1695 da Bernardino Maneri, Vescovo diocesano. Nella notte seguente alla festa della Concezione, addì 8 dicembre 1772 una pioggia torrenziale, in mezzo al corruscare de' lampi e al fragore de' toni, staccò dalla rupe superiore soverchia quantità di sassi, demolendo la chiesetta-santuario e uccidendo l'eremita Fra' Antonio, ma non toccò la Cappella ove era la Sacra Immagine".
Si decise allora di ricostruire il Santuario in luogo più idoneo, sopra una collina. Provvisoriamente la Sacra immagine, staccata dalla roccia che venne segata tutta intorno, venne collocata in una baracca provvisoria sita "al principio delle praterie" verso Anticoli.
Ciò a seguito di una solenne processione (24 ottobre 1773) e sino a quando Don Massimo Terrinoni, Vicario Foraneo di Anticoli "con le sue premure", non contribuì validamente alla costruzione del nuovo Santuario.
La prima pietra fu gittata ne' fondamenti e benedetta dall'Arciprete di Anticoli Don Domenico Girolami nel 1774, con l'autorizzazione di Monsignor G. B. Filipponi Tendermi Vescovo di Anagni.
Si era tentato, ciò si tramanda di padre in figlio, che, dopo il ritrovamento della Sacra Immagine della Madonna, di portarla ad Anticoli per venerarla più devotamente. Ma una forza misteriosa non lo permise anche dopo tante preghiere e tantissimi tentativi. Per tali motivi il Santuario sorge ove oggi noi lo vediamo, sulla omonima collina, in territorio di Porciano, frazione di Ferentino.
Torniamo alla Processione del 24 ottobre 1773.
In attesa della costruzione del nuovo Santuario fu preparata una baracca provvisoria sita, come detto "al principio delle praterie" verso Anticoli, più precisamente nella collinetta delle "Cesa" distante circa tre miglia da Anticoli. Il trasporto della Sacra Immagine dal vecchio Santuario al casotto avvenne in forma solenne, tutti gli Anticolani si portarono sul luogo stabilito, alla testa del lungo corteo il Comandante della Milizia Capitano Giovan Battista Severa. L'Arciprete di Anticoli Don Domenico Girolami con un discorso che fece epoca, commosse tutti i presenti; non mancavano abitanti di Torre, Trivigliano, Acuto, Fumone, Ferentino (molti di Porciano), Vico del Lazio, Guarcino, Trevi, Filettino, e Collepardo e di altri paesi ciociari. Seguì una messa cantata dai Canonici di Anticoli: Don Massimo Terrinoni (decano), Don Alessandro Alessandri, Don Stefano Sileri, Don Biagio Rosa e Don Benedetto De Angelis.
I lavori del nuovo ed attuale Santuario iniziarono quindi nel 1774 e furono ultimati nel 1777.
Icostruttori furono: capomastro Giovanni De Marchis (di Milano), muratori Diodato della Torre, Angelo Sinelli, Antonio Foca, e un non meglio identificato Sebastiano da Fumone.
Furono spesi complessivamente cinquecento scudi: per segare il quadro dalla roccia vennero pagati 15 scudi ai tre scalpellini.
Il quadro della Madonna della Stella è alto 5 palmi e largo quattro. Come scritto la vergine sorregge in seno Gesù Bambino, quasi nudo, ai lati si vedono due angeli. In alto la scritta "Ave Maris Stella".
Alcuni anni fa il pittore fiuggino Fra Terenzio Barbone fu incaricato di dipingere una copia del quadro da utilizzare per la processione annuale.
Fra Terenzio si appassionò talmente al lavoro da creare una copia così perfetta da lasciare sbalorditi.
Secondo Fra Terenzio, scomparso quattro anni fa, l'opera (l'originale beninteso) è da attribuire ad una scuola monastica del primo seicento. La tecnica dell'affresco è l'unica che poteva resistere alle intemperie come infatti è avvenuto nel corso dei secoli. Ciò spiega come si sia conservata per anni stando in mezzo alla boscaglia e senza protezione alcuna.
I Fiuggini si recano a venerare la Sacra Immagine del Santuario della Stella due volte l'anno e con loro gli abitanti dei paesi vicini, più numerosi quelli dei paesi rivieraschi (del lago Canterno), il giorno di Pasquetta e la seconda domenica di settembre.
I Padri Cappuccini del Convento di Fiuggi hanno la cura del Santuario, a loro si devono i lavori di ordinaria manutenzione effettuati da anni a questa parte.