Da Filettino 1037m. a Monte Viglio 2156m, percorso 694B + 651.
Periodo in cui abbiamo effettuato l’escursione: mese di Aprile.
Tempo di percorrenza A/R 7,5 h con neve instabile a tratti.
È veramente una bellissima escursione dove gli scenari si alternano repentinamente, a nostro giudizio è molto impegnativa, sia per il forte dislivello sia per la neve a tratti abbondante e pericolosamente instabile.
Da Filettino, prendendo la strada per Campo staffi, subito sulla destra troviamo un parcheggio e l’ingresso del nostro percorso (694B).
Seguendo le segnalazioni percorriamo un tratto quasi pianeggiante fino ad entrare in una fitta faggeta che ci porta allo scoperto dopo un percorso in ripida salita.
Qui ci troviamo davanti ad un ripido canalone che ci porta fino alla bocchetta di Monte Viglio, a causa della neve instabile, pur utilizzando il rampone delle ciaspole, non è stato possibile risalirlo e siamo stati costretti ad aggirarlo, mentre proprio l’instabilità della neve ci ha aiutato per la discesa, con le ciaspole giù per il canalone è stata una volata.
La vetta di monte Viglio è facilmente riconoscibile dalla grande croce in metallo posta nel punto più alto.
Vicinissimo alla vetta si trova uno dei numerosi “Cippi confinari”.
Cenni storici dei Cippi Confinari …
Sui monti Ernici passava un tratto dell'antico confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, stabilito con il Trattato di Roma del 26 settembre 1840 e ratificato solamente il 15 aprile 1852.
Il confine nella maggior parte dei casi utilizzava segnali naturali, quali monti e corsi d'acqua, mentre nei punti dove ciò non era possibile, sì posavano dei termini artificiali, costituiti da colonnette lapidee di forma cilindrica alte un metro, del diametro di 40 centimetri e del peso di circa 7/8 quintali. Dal lato del Regno vi era scolpito un giglio stilizzato , che era il simbolo dei Borboni ed il numero di identificazione in ordine crescente a mano a mano che si risaliva il confine dal Tirreno all'Adriatico; sull'altro lato le chiavi di S.Pietro, stemma dello Stato Pontifìcio e l'anno in cui furono posizionati ( 1846 o 1847 ).
Sulla sommità recavano una linea indicante la direzione del cippo precedente e di quello successivo.
In totale erano 686, ma numerati fino al 649 A, in quanto in alcuni luoghi dove il confine poteva mutare a causa di eventi atmosferici, venivano posti dei controtermini, cioè cippi recanti lo stesso numero d'ordine, ma contraddistinti da una lettera.
Sui Monti Ernici originariamente erano stati dislocati 87 cippi e precisamente dal n. 177 in località Fontana Fusa (Sora) al n. 260 località Serra S.Antonio (Filettino ). Attualmente i superstiti sono solamente 45 ; i mancanti sono stati distrutti, rubati o giacciono in fondo a dirupi, dopo essere stati gettati dal crinale dei monti.