“ Ciaspolata” Campo Staffi - Monte Viperella 1836m …
Periodo in cui abbiamo effettuato l’escursione: mese di Marzo.
Tempo di percorrenza A/R 3,5 h con abbondante neve.
Una bellissima “ciaspolata” sulle creste con panorami inaspettati, entrando a Campo staffi nell’ultimo tratto di strada, dobbiamo risalire sulla destra (direzione Est) percorrendo un primo tratto parallelo alla strada di arrivo (direzione Sud/Est). Avanzando sulle creste pieghiamo lievemente a sinistra (Nord/Est) fino ad arrivare a Monte Viperella. Durante il percorso possiamo incontrare due Cippi Confinari.
Campo Staffi, gli impianti sciistici,
La località sciistica attualmente è attrezzata con otto sciovie e due seggiovie di cui una triposto. Le sue piste, adatte a tutte le categorie di sciatori si snodano per numerosi chilometri e sono continuamente curate da moderni battipista. Campo Staffi si presenta come un ampio vallone ondulato che si estende tra il Monte Cotento (2014), il Monte Viperella e il Colle Staffi.
Si tratta di una delle località più famose del centro Italia per quanto riguarda gli sport invernali, le otto sciovie e la seggiovia triposto dell'Anticotento assicurano una portata complessiva di circa 8000 persone l'ora. Le piste variano di difficoltà e sono tutte collegate tra loro con gli sci ai piedi variando tra i 1500 e i 2000 metri di quota. Per lo sci di fondo i pianori del Campo Ceraso offrono scenari incantevoli. L'ampio parcheggio asfaltato e illuminato consente di accogliere comodamente tantissime auto.
Cenni storici dei Cippi Confinari …
Sui monti Ernici e Simbruini passava un tratto dell'antico confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, stabilito con il Trattato di Roma del 26 settembre 1840 e ratificato solamente il 15 aprile 1852.
Il confine nella maggior parte dei casi utilizzava segnali naturali, quali monti e corsi d'acqua, mentre nei punti dove ciò non era possibile, sì posavano dei termini artificiali, costituiti da colonnette lapidee di forma cilindrica alte un metro, del diametro di 40 centimetri e del peso di circa 7/8 quintali. Dal lato del Regno vi era scolpito un giglio stilizzato , che era il simbolo dei Borboni ed il numero di identificazione in ordine crescente a mano a mano che si risaliva il confine dal Tirreno all'Adriatico; sull'altro lato le chiavi di S.Pietro, stemma dello Stato Pontifìcio e l'anno in cui furono posizionati ( 1846 o 1847 ).
Sulla sommità recavano una linea indicante la direzione del cippo precedente e di quello successivo.
In totale erano 686, ma numerati fino al 649 A, in quanto in alcuni luoghi dove il confine poteva mutare a causa di eventi atmosferici, venivano posti dei controtermini, cioè cippi recanti lo stesso numero d'ordine, ma contraddistinti da una lettera.
Sui Monti Ernici originariamente erano stati dislocati 87 cippi e precisamente dal n. 177 in località Fontana Fusa (Sora) al n. 260 località Serra S.Antonio (Filettino ). Attualmente i superstiti sono solamente 45 ; i mancanti sono stati distrutti, rubati o giacciono in fondo a dirupi, dopo essere stati gettati dal crinale dei monti.