Costituisce un buon punto di partenza per escursioni sui monti della Meta e sulla catena delle Mainarde.
Operatori economici e visitatori in genere sono richiamati dalle fiere del bestiame che si tengono il 25 gennaio, il primo luglio, il 31 ottobre e il 20 novembre.
Tra le altre manifestazioni locali figurano la rappresentazione vivente della Via Crucis (Venerdì Santo), la suggestiva Infiorata del Corpus Domini, con la processione che transita su disegni di ispirazione religiosa ricoperti di fiori, un concorso enologico (luglio) e la degustazione della "fetta unta" (agosto).
La festa dei Patroni Santo Stefano e Maria Santissima de' Piternis si svolge l'8 settembre.
Cenni storici
Si sviluppò in epoca alto-medievale intorno a uno dei tanti castelli fatti erigere dagli abati di Montecassino per difendere la popolazione locale dai saraceni -la zona, comunque, era stata in precedenza frequentata da sanniti e romani-.
Spesso subì le devastazioni dei nemici dell'abbazia; nel 1130 e nel 1137, approfittando della guerra che opponeva gli abati a Ruggero II, cercò di conquistare l'autonomia, ma non vi riuscì; nel 1142, però, ottenne una "Carta delle libertà", con la quale le vennero riconosciuti numerosi diritti. Provò ancora a svincolarsi dall'abbazia nel 1421, mentre questa era impegnata nella guerra tra gli Angioini e i Durazzeschi, ma il tentativo fallì nuovamente; rimase quindi sotto la giurisdizione cassinate fino al 1806, anno in cui entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie.
Più volte distrutta da terremoti (particolarmente disastrasi furono quelli degli anni 1231 e 1349), venne colpita da un'epidemia di peste nel 1576; in occasione dello scontro di Cassino del 1943-1944, subì notevolissimi danni e venne ricostruita secondo moderni criteri urbanistici.
Il toponimo deriva dallo zoonimo "cervo", animale un tempo molto diffuso nelle zone appenniniche e preappenniniche.
Tra le testimonianze storico-architettoniche del comprensorio cervarese spicca la chiesa di Santa Maria de' Piternis, costruita nel XIII secolo su una piccola cappella del IX secolo -quest'ultima, a sua volta, sorse nel luogo in cui la Vergine apparve a una pastorella, come è documentato anche negli archivi di Montecassino-.
Si segnalano, inoltre, i ruderi di Trocchio, un insediamento che nel 1601 fu aggregato al comune: sono ancora visibili i resti del castello, di una chiesa e di una cisterna.