Benvenuti in Ciociaria! Visitiamo il Territorio
Territorio. Rappresenta il cuore dolce e agreste della provincia: estesa quasi interamente nell'ampio bacino del fiume Sacco, anticamente definito Valle Latina, fa registrare un'impennata dei valori altimetrici solo in corrispondenza delle catene montuose che la separano dall'Abruzzo e dalla provincia di Latina. Ai fenomeni carsici, assai diffusi su queste dorsali, si devono le cime smussate, i vasti altipiani concavi e la presenza di inghiottitoi, pozzi -quello di Antullo, nei pressi di Collepardo è profondo 150 m- e grotte -giustamente celebri sono quelle di Pastena, disposte
su due piani sovrapposti e attraversate da un fiume sotterraneo, che origina cascate e laghi-. Al carsismo si deve anche la presenza del lago di Canterno, situato sulle propaggini dei monti Ernici e soggetto, ogni due o tre anni, al prosciugamento delle acque. L'orizzonte vegetale è costituito da querce, cerri, olmi e castagni mentre alle quote più elevate predominano faggi, aceri e carpini, fino al limite delle praterie montane (1.800 m), regno incontrastato dal ginepro; piccole macchie di salici e pioppi bianchi costeggiano ancora i corsi d'acqua. Le cime più impervie danno rifugio, tra gli altri, a falchi pellegrini e aquile reali.
Storia della Ciociaria. Il nome, menzionato a partire dal XVIII secolo, sembra che derivi dagli antichi calzari utilizzati dai pastori, le "ciocie", diffusi tuttavia anche in altre aree rurali italiane e balcaniche. L'estrema antichità del popolamento di questo territorio è testimoniata dal rinvenimento nella zona di Anagni di manufatti litici risalenti a 70.000 anni fa, ascrivibili al paleolitico inferiore. Abitata in epoca storica dagli ernie e, in parte, dai valsa, costruttori delle città ciclopiche, ovvero fornite di cinte murarie composte di grandi blocchi di pietra, la zona conobbe dopo la conquista romana un periodo di grande prosperità in seguito all'apertura della via Latina - l'attuale Casilina. Alla caduta dell'impero romano subì le invasioni dei goti e dei longobardi questi ultimi, tuttavia, occuparono solo per breve tempo Frosinone; per donazione carolingia venne in seguito inclusa nei territori della Chiesa (IX secolo). Più volte saccheggiata dai saraceni e dagli ungari, suscitò gli appetiti dei normanni, che la devastarono a più riprese; l'insicurezza dei luoghi favorì l'ascesa dei conti di Ceccano, che sottrassero al controllo dei pontefici la zona situata ai confini dei territori normanni, tra la bassa valle del fiume Sacco e le sorgenti del fiume Amaseno. Il comprensorio fu una delle culle del monachesimo benedettino e cistercense: al secondo ordine si deve la rifondazione della potente abbazia di Casamari (1140) eretta circa un secolo prima dai benedettini (1036). Frazionato e conteso alla Chiesa da varie famiglie nobiliari, questo territorio vide nei secoli successivi l'affermazione delle potenti famiglie Castani e Colonna, ferocemente rivali, come attesta l'episodio famoso dello "schiaffo di Anagni". Nel 1527 fu devastato dai lanzichenecchi e alla
fine del Settecento dalle truppe francesi; per tutto l'Ottocento, data la sua posizione I al confine tra Stato della Chiesa e regno borbonico, fu interessato dal fenomeno del brigantaggio. Fu, infine, investito con violenza dagli eventi della seconda guerra mondiale, pagando un alto tributo di vite umane e notevoli devastazioni materiali.
su due piani sovrapposti e attraversate da un fiume sotterraneo, che origina cascate e laghi-. Al carsismo si deve anche la presenza del lago di Canterno, situato sulle propaggini dei monti Ernici e soggetto, ogni due o tre anni, al prosciugamento delle acque. L'orizzonte vegetale è costituito da querce, cerri, olmi e castagni mentre alle quote più elevate predominano faggi, aceri e carpini, fino al limite delle praterie montane (1.800 m), regno incontrastato dal ginepro; piccole macchie di salici e pioppi bianchi costeggiano ancora i corsi d'acqua. Le cime più impervie danno rifugio, tra gli altri, a falchi pellegrini e aquile reali.
Storia della Ciociaria. Il nome, menzionato a partire dal XVIII secolo, sembra che derivi dagli antichi calzari utilizzati dai pastori, le "ciocie", diffusi tuttavia anche in altre aree rurali italiane e balcaniche. L'estrema antichità del popolamento di questo territorio è testimoniata dal rinvenimento nella zona di Anagni di manufatti litici risalenti a 70.000 anni fa, ascrivibili al paleolitico inferiore. Abitata in epoca storica dagli ernie e, in parte, dai valsa, costruttori delle città ciclopiche, ovvero fornite di cinte murarie composte di grandi blocchi di pietra, la zona conobbe dopo la conquista romana un periodo di grande prosperità in seguito all'apertura della via Latina - l'attuale Casilina. Alla caduta dell'impero romano subì le invasioni dei goti e dei longobardi questi ultimi, tuttavia, occuparono solo per breve tempo Frosinone; per donazione carolingia venne in seguito inclusa nei territori della Chiesa (IX secolo). Più volte saccheggiata dai saraceni e dagli ungari, suscitò gli appetiti dei normanni, che la devastarono a più riprese; l'insicurezza dei luoghi favorì l'ascesa dei conti di Ceccano, che sottrassero al controllo dei pontefici la zona situata ai confini dei territori normanni, tra la bassa valle del fiume Sacco e le sorgenti del fiume Amaseno. Il comprensorio fu una delle culle del monachesimo benedettino e cistercense: al secondo ordine si deve la rifondazione della potente abbazia di Casamari (1140) eretta circa un secolo prima dai benedettini (1036). Frazionato e conteso alla Chiesa da varie famiglie nobiliari, questo territorio vide nei secoli successivi l'affermazione delle potenti famiglie Castani e Colonna, ferocemente rivali, come attesta l'episodio famoso dello "schiaffo di Anagni". Nel 1527 fu devastato dai lanzichenecchi e alla
fine del Settecento dalle truppe francesi; per tutto l'Ottocento, data la sua posizione I al confine tra Stato della Chiesa e regno borbonico, fu interessato dal fenomeno del brigantaggio. Fu, infine, investito con violenza dagli eventi della seconda guerra mondiale, pagando un alto tributo di vite umane e notevoli devastazioni materiali.












