Ubicata nella media valle del fiume Liri, sovrastante la Città di Arpino, costituisce un'irresistibile attrattiva per chiunque giunga in questa località.
L'antichità della Città è attestata dalle mura pelasgiche, dette anche ciclopiche per la grandezza dei massi con cui sono state costruite; in esse si apre un'originale porta ad ogiva comunemente detta "arco a sesto acuto".
Fu certamente insediamento volsco, come testimoniano i ritrovamenti archeologici nel territorio. Inoltre, fonti letterarie dell'età classica ricordano, con quella dei Volsci, anche la presenza dei Sanniti.
Nell'abitato di Arpino spiccano, tra l'altro, il castello del re Ladislao di Durazzo, la prestigiosa chiesa di San Michele Arcangelo, di matrice gotica ma restaurata nel Settecento, una torre medievale e la rinascimentale fontana dell'Aquila.
La Storia di Arpino
Fondata secondo la leggenda dal dio Saturno, fu un importante insediamento fortificato dei volsci.
Alla caduta dell'impero romano venne conquistata dal longobardo Cisulfo, duca di Benevento (VII secolo), e successivamente subì le invasioni dei saraceni e degli ungari; nel XIII secolo, inoltre, fu devastata dall'imperatore Federico II di Svevia.
In epoca angioina fu feudo di alcune nobili famiglie, tra cui i Cantelmo; passata sotto il dominio degli Aragonesi, venne venduta ai D'Avalos e in seguito appartenne ai Boncompagni, che la tennero fino ai 1796. Seguì quindi le vicende del regno borbonico fino all'unità d'Italia.
Il toponimo deriva dal latino ARPINUM ed è probabile un collegamento con il nome di persona ARPIUS.