In posizione privilegiata, immersa nella natura ai piedi del Monte delle Pianezze 1332m, costituisce un ottimo punto di partenza per escursioni, quali il sentiero 18 ed i vicini Altipiani di Arcinazzo.
Con i suoi 785-833 m. gode di un ottimo clima in particolar modo nei mesi estivi.
Numerosi turisti vengono attratti dal graziosissimo centro Storico e dalle diverse manifestazioni, molto sentita è la festa in onore del Santo Patrono San Giorgio Martire (23 Aprile) dove a partire dalla penultima domenica di agosto i festeggiamenti si protraggono a fine mese.
In aprile è di notevole interesse la processione del Venerdì santo.
La sagra del Marrone, si svolge nei primi giorni del mese di novembre, dove si può gustare il sapore particolare ed unico della castagna di Arcinazzo.
Cenni storici
Dal 1891 prende il nome di Arcinazzo Romano, chiudendo la Storia di “ Ponza”, l’antico nome si può far risalire ad una famiglia di età romana "Ponzia", proprietaria di vasti possedimenti; altri parlano di esuli dall’isola di Ponza occupata dai Saraceni nel IX secolo, che trovarono scampo e rifugio su queste terre.
Ancora oggi Arcinazzo può essere definito un paese prettamente medievale per quel che riguarda la parte vecchia o centro storico.
Infatti se osserviamo la struttura degli archi, di alcuni portoni, di varie bifore, delle porte che chiudevano il paese, della torre che domina dall'alto, del campanile stesso, possiamo immaginare quando i Ponzesi erano costretti a vivere la vita del castello, arbitro del quale era il signorotto.
Nel 1087 si impadronì di Ponza ed Affile un certo Ildemondo, insediatosi a forza in queste terre, il quale fu osteggiato a lungo dall'Abate di Subiaco, Giovanni V che voleva riportare Ponza sotto il dominio dell'Abbazia, a tal fine chiamò in suo aiuto Papa Pasquale II.
Questi accorse in forza, Ildemondo fu sconfitto il castello riconquistato e riconsegnato all'Abate. Dopo alterne vicende nel 1176 per opera del Papa Alessandro III, Ponza ed Affile rimasero definitivamente in possesso dell'Abbazia sublacense.
Nei secoli seguenti si avvicendarono numerose ribellioni contro i papi e gli abati commendatari fino a quando nel 1735, dopo che alcune famiglie romane ebbero la commenda del territorio sublacense, il territorio passò direttamente sotto il controllo dell'amministrazione dello stato Pontificio.
Nel 1872 (Regio decreto n. 1053 - serie 2a- del 15 ottobre 1872) Ponza passò a far parte del Regno d'Italia.
Dal 1891 (Regio Decreto N. 287 del 29 maggio 1891) Ponza dovette cambiare nome per l'omonimia con le isole Ponziane e si chiama Arcinazzo Romano, prendendo il nome da quel Narzio, patrizio di Subiaco, vissuto nel IV secolo, che lasciò alla Chiesa ed a Papa Damaso, suo padre spirituale i propri territori e la Rocca (Arce), posti sull'altopiano alle rapide falde del monte Altuino, a non molta distanza dell'antica via sublacense.
Una diversa ipotesi è che l'etimo provenga dal nome di una concubina di Claudio, chiamata Arcinia, che qui aveva una villa; la località fu infatti abitata per lungo tempo dai romani: la testimonianza più evidente sono i resti di una grande villa imperiale posta a circa 6 Km. dall'abitato.