Testimonianza di architettura romanica, è la chiesa più antica di Acuto.
Sviluppata lungo l'asse longitudinale misura 16 m. per 8,5 m. L'unica navata termina con un'abside poco profonda, lateralmente due nicchie absidate ospitano gli altri minori. Il tetto originario era in legno con strutture a capriate. La decorazione a noi pervenuta è risalente alla prima metà del '500. In quell'epoca la Chiesa venne completamente decorata da artisti che trassero ispirazione dalle "Grottesche" di Raffaello in Vaticano. Intorno agli anni '40 il tetto venne ristrutturato.
Alla fine degli anni ottanta sono stati restaurati parte degli affreschi.
Molto suggestiva la parete di fondo: nel catino dell'abside, sormontata dallo stemma di Acuto -i tre chiodi- è rappresentato l'Eterno benedicente tra gerarchie angeliche, e nel sott'arco figure del vecchio testamento intervallate da elementi decorativi. È ben visibile di lato la data ID28 (1528).
A destra e a sinistra dell'abside, in alto l'annunciazione a Maria, in basso l'Arcangelo Raffaele che sconfigge il demonio e S. Gerolamo in preghiera. Tutte le scene sono inserite in interni di edifici aperti verso la natura circostante e collegate tra loro da elementi architettonici cinquecenteschi, sottolineati dalle tipiche decorazioni dette "a grottesche".
La Cappella laterale sinistra è stata pesantemente rimaneggiata nell'ottocento, nell'evidente tentativo di rinnovare l'originale decorazione raffaellesca.
Nel catino in alto, troviamo ancora una rappresentazione dell'Eterno benedicente ed in basso un panneggio destinato a fare da sfondo alla statua lignea della Madonna detta di Acuto. Quest'opera lignea, di notevole valore artistico, venne trasportata a Roma durante il ventennio fascista, nella sala del Mappamondo a Palazzo Venezia, dove si trova tuttora.