A chi si avvicina ad Acuto, da qualunque direzione, si presenta maestosa ed imponente, in posizione dominante e centrale, la torre absidale della collegiata di S. Maria Assunta. Tale torre risulta dalla trasformazione di una delle torri del castello poste a difesa del paese nel secondo ordine di mura.
La struttura della Chiesa è a croce latina, le pareti sono decorate da pilastri che sostengono una cornice sulla quale poggia la volta a botte lunettata, riccamente decorata di stucchi. Tra un pilastro e l'altro ci sono gli altari laterali in numero di sei, altri due altari "sontuosamente decorati", sono situati sulla navata trasversale e sono dedicati rispettivamente alla Madonna del S.S. Salvatore, splendida immagine del XVIII sec. ed a S. Maurizio, Patrono del paese; l'altare maggiore si trova al centro della torre absidale.
Il prospetto è a due ordini architettonici con pilastri sovrapposti; nel primo ordine i pilastri hanno capitelli corinzi che sostengono una cornice retta, nel secondo i capitelli sono composti con emblemi della Vergine.
La struttura attuale della Chiesa è il risultato di varie trasformazioni avvenute durante i secoli. Il primo documento attestante l'esistenza di questa Chiesa è una bolla del 1300 emanata dal Papa Anagnino Bonifacio Vili che concedeva indulgenze a tutti coloro che "con elemosine avessero contribuito alla ristrutturazione della vetusta Chiesa parrocchiale di Acuto". Da una bolla del 27 agosto 1351, la Chiesa risulta non solo esistente, ma anche officiata. Da un diploma del XIV secolo dell'Ordine dei Predicatori, si ricava che la Chiesa fu fondata dai PP. Domenicani che curarono l'erezione e l'ufficiatura fino al tempo di Pio V che cedette la parrocchia al clero secolare con l'onere di devolvere parte del raccolto del beneficio in favore del convento di S. Giacomo di Anagni, tenuto appunto dai PP. Domenicani. Tale stato di cose si è protratto fino al 1870 quando il convento di S. Giacomo fu incamerato dallo Stato.
La Chiesa primitiva doveva probabilmente comprendere solo l'attuale abside, a mo' di cappella del castello proprietà del Vescovo di Anagni.
Lo stesso Vescovo aveva qui la sua residenza estiva nel cosiddetto palazzo baronale, attuale sede della casa provincializia delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Questo spiega anche il fatto che nella Chiesa di Acuto si trova il trono episcopale, ottimo lavoro artigianale, eseguito nel secolo scorso dal maestro Giuseppe Guidoni e figli. Un primo ampliamento fu eseguito nella metà del secolo XVI; infatti il 17 agosto 1574 fu consacrata la nuova Chiesa dal Cardinale Benedetto Lomellini che la insignì del titolo "Insiniorem totius dioceseus". Altro ampliamento fu eseguito nella metà del secolo XVIII, di questo periodo.
Di particolare interesse artistico sono: la pala dell'altare maggiore raffigurante l'assunzione della Vergine, che prende ispirazione dall'analoga raffigurazione del Tiziano; S. Antonio Abate; la Madonna del Salvatore; la pala di S. Maurizio del 1750; il quadro di S. Carlo Borromeo.
L'attuale struttura risale al secolo scorso, quando dal 1860 al 1869 la Santa Sede appaltò il lavoro di ampliamento e decorazione del tempio, affidandone l'esecuzione ed il controllo dei lavori al dott. Casali ingegnere di fiducia della stessa Santa Sede. Il progetto di ristrutturazione fu dell'architetto Carlo Piccoli, la direzione dei lavori fu affidata all'arch. Ribaldi, l'esecuzione, in seguito a regolare gara d'asta, fu affidata al maestro d'arte muraria Santesarti di Fiuggi che subappaltò l'esecuzione
degli stucchi allo stuccatore Paniccia di Sgurgola. L'opera fu veramente grandiosa, costò alla Santa Sede una cifra enorme 15867 scudi e 75 bai.
Era questo il periodo in cui acuta ed aspra era la lotta tra la massoneria e la Chiesa; l'architetto di chiara ispirazione massonica, non potendo o non volendo apporre la propria firma, trovò un espediente simpatico ed insieme intelligente. Tra i vari simboli cristiani, molti ne unì tipicamente
massonici come "Giano bifronte", visibile nelle cappelle laterali. Tutti possono poi notare nella parte bassa delle colonne, nascosta dalle forme di un vaso, la stella monarchica, a sinistra del medesimo l'aquila, simbolo della monarchia in atteggiamento di evidente superiorità, a destra un corvo, simbolo del clero, in atteggiamento di umiliazione che, davanti all'aquila si intimorisce.